Nel cuore dei Campi Flegrei, tra Pozzuoli, Cuma e Monterusciello, esiste un luogo dove il tempo sembra scorrere più lentamente, seguendo il ritmo della natura e delle sue stagioni. È Contrada Salandra, una piccola ma preziosa realtà agricola e vitivinicola guidata da Giuseppe Fortunato, uomo di terra, di idee chiare e di passione autentica, e sua moglie Sandra.
La loro è una storia che nasce dalla tradizione, dall’artigianato e dall’amore per il territorio flegreo. Un racconto che intreccia apicoltura, viticoltura e un approccio alla natura che oggi definiremmo sostenibile, ma che per Giuseppe è sempre stato semplicemente “il modo giusto di fare le cose”.
Un’eredità contadina che diventa visione
Giuseppe cresce nella campagna puteolana, seguendo suo padre, ultimo rappresentante di un antico mestiere artigiano: il Falegname. Un uomo che amava la terra e per cui la campagna era rifugio, armonia, equilibrio.
Quando Giuseppe eredita il piccolo fondo di famiglia, il vigneto è ancora un frutteto misto: ciliegi, albicocchi, limoni, noci. Ma lì nasce un legame profondo, che negli anni lo porta a studiarsi la vigna, la potatura, le tecniche agronomiche, fino a costruire con dedizione un’identità agricola consapevole e moderna.

Apicoltura nei Campi Flegrei: l’inizio di tutto
Prima del vino, c’erano le api. Contrada Salandra nasce infatti come azienda di apicoltura nei Campi Flegrei, grazie alla curiosità di Sandra, moglie di Giuseppe, che si appassiona allo studio del mondo apistico seguendo il maestro Ciampa, figura storica dell’apicoltura napoletana.
Le arnie diventano presto un laboratorio naturale di osservazione:
- l’organizzazione perfetta delle api
- la loro capacità di autoregolazione
- l’importanza dell’equilibrio con l’ambiente
- la fragilità degli ecosistemi
Per Giuseppe, questa esperienza è una lezione di vita. Studiare le api lo aiuta a comprendere il valore della biodiversità, l’importanza di un’agricoltura rispettosa e la necessità di ridurre al minimo i trattamenti chimici.
È proprio attraverso questo percorso che nasce l’idea di redistribuire i ruoli naturali anche in vigna: non forzare la natura, ma accompagnarla.
L’azienda vinicola dei Campi Flegrei che ascolta la terra
La produzione vinicola di Contrada Salandra arriva dopo, quasi accidentalmente, ma con una coerenza sorprendente. Giuseppe inizia ad approfondire lo studio della vite, della potatura, dei terreni vulcanici dei Campi Flegrei, confrontandosi con agronomi, potatori, tecnici e contadini locali.
Oggi l’azienda lavora principalmente Falanghina e Piedirosso, i vitigni identitari dei Campi Flegrei. Ma ciò che rende il loro vino unico non è solo il vitigno: è l’approccio.
Un vino che non vuole essere “perfetto”, ma vero
Giuseppe rifiuta l’idea del vino costruito in cantina, standardizzato, replicabile. Per lui:
“Il vino è un’entità imperfetta che va accompagnata, non corretta.”
L’annata è un dialogo. Ogni vendemmia è un ecosistema a sé: piogge, calore, vento, fioritura, suolo. Non c’è bottiglia che sia identica alla precedente, perché non esiste una natura identica a se stessa.
È un approccio artigianale, quasi filosofico, che restituisce un vino vivo, autentico, profondamente legato al territorio.

Un lavoro di precisione: potatura, equilibrio, rispetto
La gestione del vigneto è un equilibrio complesso:
- studio delle linee linfatiche della pianta
- scelta del sistema di allevamento migliore (dalla continuità per la Falanghina al cordone capovolto per il Piedirosso)
- riduzione degli interventi invasivi
- gestione del terreno in armonia con il suolo vulcanico
- analisi agronomiche costanti
Il piedirosso, vitigno affascinante e difficile, richiede ancora più cura: gemme spesso non fertili, fioritura delicata, lenta invaiatura. Ma proprio questa “imperfezione” lo rende straordinario.
Tra api e viti: un ecosistema che si autoalimenta
Nel racconto di Giuseppe il rapporto tra api e vigna è continuo. Le api contribuiscono alla biodiversità, aiutano a controllare la melata e alcune infestazioni, agiscono come indicatori naturali della salute dell’ambiente.
Le casse sono utilizzate come “termometri ecologici”: se le api vivono bene, significa che l’ambiente è sano.
Un approccio che si allinea ai nuovi modelli agricoli sostenibili e che conferma Contrada Salandra come una delle realtà più coerenti e radicate del territorio flegreo.

Un’azienda che racconta un territorio straordinario
Contrada Salandra è oggi una piccola azienda vinicola dei Campi Flegrei, ma con un’identità forte: artigiana, autentica, rispettosa della natura e profondamente legata alla storia del territorio.
I vini prodotti — Falanghina e Piedirosso — sono il risultato di suoli vulcanici unici, annate mai uguali, studio continuo, un equilibrio fragile ma armonioso, un approccio umano, non industriale
Chi beve una bottiglia di Contrada Salandra, beve un pezzo di Campi Flegrei: una terra magmatica, complessa, sorprendente.
Conclusione: un modello di agricoltura che guarda al futuro con radici antiche
L’intervista con Giuseppe Fortunato restituisce un’immagine chiara: Contrada Salandra è molto più di un’azienda vinicola o di un’apicoltura flegrea. È un presidio di cultura agricola, un luogo dove l’uomo non domina la natura ma la osserva, la interpreta e la accompagna.
In un territorio complesso come quello flegreo, questo approccio è più che una scelta: è una responsabilità.
Contrada Salandra dimostra che è possibile fare agricoltura e vino in modo autentico, sostenibile e profondamente radicato al territorio. Un esempio prezioso per chi ama i vini veri e vuole riscoprire la bellezza delle nostre terre.



