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STORIA DEL MONTE NUOVO, IL GIOVANE VULCANO

La storia della nascita di Monte Nuovo rappresenta fin da quando ero bambina la più entusiasmante ed avvincente favola che mi potessero raccontare, peccato però che sia tutt’altro che una favola! In questo articolo vi racconto quello che si conosce sia dal punto di vista storico che geologico, intriso di qualche piccolo segreto rivelato recentemente grazie alla ricerca storica.

 

Fenomeni Precursori e il Giorno dell’Eruzione

Una crisi sismica del 1470, l’aumento dell’attività fumarolica e le deformazioni del suolo hanno segnato gli anni precedenti la formazione del vulcano, avvenuta nel 1538.

L’estate di quell’anno ci fu un’escalation dell’attività sismica, con terremoti che danneggiarono gli edifici a Pozzuoli e Napoli. In particolare ci fu il fenomeno straordinario del “disseccamento del mare” che ha preceduto l’eruzione di appena 30 ore, indicando un sollevamento del fondale marino e una sismicità intensa.

Questi eventi culminarono il 29 settembre 1538 con un forte terremoto a seguito del quale si aprì una bocca eruttiva sul fondale marino, dando inizio all’eruzione. Materiali incandescenti, pomici, e ceneri coprirono una vasta area, mentre spaccature nel terreno rivelano una intensa attività vulcanica .

 

Il Monte Nuovo Cresce: La Fine Ingannevole e le Vittime

Dopo un’apparente fine dell’eruzione, la popolazione locale si illuse di essere al sicuro. Tuttavia, la tragedia si materializzò quando, credendo al termine dell’evento, 24 persone salirono sul cratere, cadendo vittime di un’improvvisa espulsione di materiale vulcanico. Il Monte Nuovo, con la sua formazione repentina, diventò il punto di consapevolezza del rischio vulcanico nella regione.

In poche ore, il paesaggio cambià drasticamente, lasciando un segno indelebile nella memoria e nella percezione umana del potere vulcanico. Il Monte Nuovo, ancor oggi presente, rappresenta un monumento geologico e un monito sulla imprevedibilità della natura. Dalla benefica presenza delle terme, i contemporanei presero coscienza della possibilità di manifestazioni vulcaniche malevole e pericolose.

 

Un libro sconosciuto, la storia dell’eruzione

Qualche anno fa, trovai in libreria un libro intitolato “Il Bandito Puteolano o L’Eruzione di Montenuovo” di Francesco Granito. Un interessante romanzo storico di fine Ottocento, piuttosto raro, impreziosito da una Guida delle antichità di Pozzuoli, “nascosta” nelle sue note.

Pubblicato nel 1893 e incentrato sui fatti storici del XVI° secolo, si può definire uno dei primi romanzi storici ambientato nella città flegrea, di ispirazione Manzoniana: si narra infatti di fanciulle indifese, loschi figuri e un quadro di disfacimento politico ed etico dove non esiste confine tra legalità e illegalità.

Quello che maggiormente colpisce è che queste storie di sviluppano tra il marzo e ottobre del 1538 con la descrizione di tutti gli eventi che hanno preceduto l’eruzione del nuovo vulcano e il romanzo si chiude senza lieto fine con i personaggi che assistono allo scenario di morte derivante dall’eruzione

Intanto l’eruzione incalzava sempre più terribile e minacciosa; la fitta pioggia di ceneri e lapilli faceva strage per le campagne. Il lago Lucrino, il Villaggio di Tripergole, il vicino monticello detto del “Pericolo”, furono ingoiati dalla voragine che s’apriva in ogni punto, e a sostituirli sorgeva smisuratamente una grande massa nera, come uno strano fantasma (…) trasformata in ripido monte che chiamarono Montenuovo

 

La rinascita di Pozzuoli per opera di Don Pedro Alvarez di Toledo

Quando l’allora Vicerè Don Pedro Alvarez di Toledo rimase atterrito alla vista della città sepolta dalle ceneri, non potendo permettere che questa città così bella, così antica e ricca di tradizioni rimanesse spopolata, pubblicò un bando con cui esentava dalle tasse tutti coloro che fossero tornati a vivere a Pozzuoli, cittadini e nobili, e si fece costruire una residenza per sé, il grandioso Palazzo Vice-reale circondato da giardini e fontane che oggi ospita l’Archivio Storico, la Biblioteca Civica e l’Ufficio Beni Culturali, diventando così il “Polo Culturale del Comune di Pozzuoli”