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Monte Gauro

Il Monte Gauro è un vulcano in stato di quiescenza che fa parte dei Campi Flegrei. Si trova nel comune di Pozzuoli, è l’edificio vulcanico di maggiore elevazione dei Campi Flegrei, sui quali svetta con le sue tre cime del Monte Barbaro a sud (331 m s.l.m.), Monte Sant’Angelo a nord (308 m s.l.m.) e del Monte Corvara (290 m s.l.m.). Il Cratere di Campiglione, dal diametro di 750 m, costituisce la caldera del vulcano.

Il nome deriva dalla sua altezza, dal greco gauro (maestoso); la struttura vulcanica è costituita da tufo giallo campano litificato, che è stato ampiamente estratto nelle cave ormai abbandonate del settore sud. Il versante di sud-ovest è collassato, formando il Circo di Teiano, mentre nel lato sud-est è stato aperto il varco della Porta del Campiglione attraverso cui si accede al cratere omonimo che costituisce il fondo del monte Gauro. Essendo una delle decine di bocche eruttive della caldera vulcanica dei Campi Flegrei, ne condivide la classificazione geologica.

Il monte è caratterizzato da una folta vegetazione; sul vulcano crescono piante tipiche della macchia mediterranea (cisto, lentisco e mirto), in particolare sul ripido versante ovest, ed un fitto castagneto sul versante nord e nei pressi della Porta di Campiglione. Sulla cima del monte Sant’Angelo si trova la chiesetta omonima, incorporata in una masseria. In epoca romana, si coltivava, nella zona del monte Gauro, il Falerno, vitigno che poi veniva esportato in tutto l’Impero.

Nel 343 a.C., nel quadro della prima guerra sannitica, il monte Gauro fu teatro di un’importante battaglia fra i Sanniti e le truppe del romano Marco Valerio Corvo; la vittoria di Roma, aggiunta alla successiva vittoria a Suessula, dà l’inizio all’espansione territoriale che la porterà in tempi relativamente brevi al controllo dell’intera Italia peninsulare.