Villa Avellino

Unico polmone di verde nella città di Pozzuoli, questo luogo è unico nel suo genere perché oltre a fungere da parco pubblico, conserva al suo interno interessanti resti di età romana.

Villa Avellino-de Gemmis è appartenuta prima ai principi Colonna di Stigliano, poi per un breve periodo ai padri Benedettini della Congregazione di Montevergine e, infine, ai duchi di Lusciano.

Gli eredi di questi ultimi la vendettero nel 1836 all’archeologo Francesco Maria Avellino e poi nel 1980 il giardino della Villa è passato di proprietà del Comune per essere adibito a parco pubblico.

La Villa ha 2 ingressi, il primo nella zona antistante la Chiesa del Carmine e il secondo un po’ più avanti, nei pressi della Chiesa di San Raffele.

Entrando dal primo ingresso, sulla destra si notano una serie di ambienti paralleli a via del Carmine, al di sotto del livello stradale. Il più segnificativo è quello posto più lontano dall’ingresso, una grossa cisterna dalle dimensioni di 50 x 20 mt che, per la sua suddivisione in numerosi compartimenti comunicanti, ha preso il nome di Centocamerelle.

La natura di questi e di altri resti ad esso adiacenti non è ben chiara; databili ai primi due secoli dell’impero, probabilmente appartenevano a quanche complesso residenziale che sfruttava, in posizione panoramica, il forte dislivello del terreno.

Nei pressi dell’ingresso meridionale invece è situata un’altra importante cisterna, la Piscina Lusciano (35 x 20 mt), datata nella seconda metà del I° sec d.C.; probabilmente fungeva da bacino di smistamento delle acque per i numerosi edifici che si trovavano in zona.

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