Rione Terra

E’ questo il cuore di Pozzuoli. La vita nel Rione Terra è trascorsa nel corso dei secoli creando strati su strati di culture e civiltà, che si sono succedute fino ai tempi moderni; in particolare però, prima del 1970 e del 1983, anni in cui il Rione fu evaquato prima parzialmente e poi definitivamente a causa delle vicende del Bradisismo, questo sperone di tufo, alto 33 mt sul livello del mare, era diventato un quartiere degradato rendendo la vita in questo luogo sempre più precaria.

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Santuario di San Gennaro

Laddove sorgeva l’antica chiesa di San Gennaro, costruita a seguito del martirio del Santo nel 305 d.C., a spese del Municipio di Napoli fu edificata una nuova chiesa nel 1580 ed un convento attiguo per i Padri Cappuccini, ai quali venne affidata la custodia della chiesa stessa.

Distrutta da un incendio nel 1860, la chiesa fu ricostruita su progetto dell’arch. Ignazio Rispoli e arricchita di altari marmorei ed affreschi nel 1926.

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La Necropoli Romana

Da Pozzuoli (partendo dall’attuale Via Celle) fino a Quarto si snoda la via Consularis Campana che, come la maggior parte delle strade antiche, era fiancheggiata da mausolei funerari di varia estensione.

Lungo il prescorso si possono visitare la Necropoli di Via Celle, del Fondo Di Fraia  e a seguire la Necropoli di San Vito

La Necropoli di Via Celle è costituita da quattordici edifici, costruiti tra la metà del I sec. a.C. e la metà del II sec. d.C.

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Anfiteatro Flavio

In realtà a Pozzuoli di Anfiteatri ve ne sono due; a quanto pare, Pozzuoli fu l’unica città dell’Italia antica, ad eccezione di Roma, ad avere due anfiteatri, e ciò conferma che la città era considerata strategica sia per l’aspetto commerciale che per l’elevato numero di cittadini.

L’ Anfiteatro Minore (il più piccolo e anche il più antico), è stato scoperto ad inizio ‘900 in occasione dei lavori di costruzione della linea ferroviaria Napoli – Roma; i resti sono infatti visibili in prossimità del ponte della ferrovia, sulla Via Solfatara, e anche in prossimità dell’attuale Via Vigna.

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Tempio di Serapide

“Un tempio di pietre senza tempo, segnate dai tremuori di una terra inquieta” (da “La terra della Sibilla” di Mario Sirpettino)

L’edificio impropriamente denominato “Tempio di Serapide” ha una grande importanza da un punto di vista storico e archeologico perché è un prezioso esempio di macellum o mercato della città: il nome Tempio di Serapide gli venne dato impropriamente per il rinvenimento nella sua area di una piccola statua del dio seduto in trono. Questo reperto fece credere che l’edificio fosse un tempio dedicato al dio Serapide, per l’appunto, mentre alla divinità egiziana era dediacata solo una parte dell’edificio.

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La Solfatara

La Solfatara “ … fumerà per sempre e per ricordare ai mortali che le radici sono infocate, ardenti, esplosive.”

E’ un vulcano che giace qui da quasi 4000 anni, il più giovane dei vulcani di Agnano e di poco precedente la nascita degli Astroni; è un vulcano attivo e come tale ha continue manifestazioni fumaroliche, tremori sismici e deformazione ciclica del suolo, e per questi motivi è strettamente sotto controllo degli scienziati che ne studiano i mutamenti.

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