Bradisismo

L’area flegrea è costituita da un sistema vulcanico complesso, fatto da una serie di 19 crateri, talmente vicini che talvolta si sovrappongono.

L’attività vulcanica dei Campi Flegrei è antecedente a quella del Vesuvio e il suo stesso nome deriva proprio dai diversi fenomeni di vulcanismo minore, come sorgenti termali ribollenti dal suolo o dalle profondità del mare, fumarole e solfatare con caldissime emanazioni gassose, laghi scaturiti da crateri inabissati.

Ma il fenomeno che caratterizza maggiormente questa area è il Bradisismo, che ha una particolare incidenza sulla città di Pozzuoli.

Si tratta di un lento abbassamento del suolo (detto fase positiva) anche sotto il livello del mare, seguito da un sollevamento (fase negativa).

La sua presenza storica (è un fenomeno che risale a circa 2.000 anni fa) è accertata dalle tre colonne di marmo cipollino esistenti nel Macellum romano, noto meglio come Tempio di Serapide, che recano ancora alcuni fori di forma circolare originati da molluschi marini, i litodomi, segno che un tempo erano sotto il livello del mare.

Nell’ottobre del 1969, a seguito di una lunga fase di cosiddetto Bradisismo positivo, iniziò una fase ascendente durante la quale sismografi e mareografi registrarono una impennata di scosse a seguito della quale fu deciso lo sgombero del Rione Terra.

Purtroppo questa decisione si rivelò nefasta in quanto si diede inizio ad un triste saccheggio dell’immenso patrimonio artistico e culturale del Rione Terra ma anche di tutto il resto della città di Pozzuoli.

Nel 1980 si ebbe una ripresa del fenomeno accompagnato da una più accentuata attività vulcanica dell’intera regione flegrea.

Anche in questo caso ci fu una evacuazione forzata della popolazione verso comuni limitrofi più sicuri, per il tempo necessario affinchè l’emergenza finisse.

Questo fenomeno, così come aveva fatto nei millenni passati, ha continuato a impattare negativamente sull’economia e sul tessuto sociale della città.

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