La Civiltà ellenica e la Terra del Mito

Premessa: Cuma è’ stata definita la culla della civiltà greca in Campania.

L’arrivo dei Calcidesi sul litorale cumano risale all’VIII° sec a.C. e all’epoca l’aspetto geografico era molto diverso da quello attuale; l’elevato interesse che i Greci avevano verso questo terriotrio era attribuito oltre che allo sfruttamento dello stesso mediante allevamenti di cavalli, colture di cereali e vigneti, anche alla lavorazione dei metalli e agli scambi marittimi favoriti da una posizione geografica eccezionale.

La presenza dei greci a Cuma aveva dato origine a influenze culturali, mediante l’rradiazione dei culti religiosi e dell’alfabeto, e anche influenze territoriali, in quanto al fine di consulidare la loro presenza sul golfo, i Cumani costruirono un porto a Miseno, si insediarono nell’attuale Pozzuoli, a Capri e nell’attuale punta di

Pizzofalcone, dove è stata rinvenuta una necropoli greca con sepolture databili fra il VII° e il VI° a.C.

Furono proprio i Calcidesi, egemoni del golfo, che autorizzarono un gruppo di Samii ad insediarsi nell’attuale Pozzuoli per contrapporre l’espansione etrusca dell’epoca.

 

Itinerario 1 – Cuma

CUMA – Parco Archeologico

Dell’antica Acropoli di Cuma oggi restano le mura greche, risalenti al V° sec a.C., e all’interno dell’area urbana i resti del Tempio di Apollo, del Tempio di Giove, la Cripta Romana, dell’Anfiteatro e del Foro e ovviamente la Grotta della Sibilla.

Entrati nel Parco Archeologico, lungo il percorso potrete visitare:

L’ANTRO DELLA SIBILLA

E’ il luogo più famoso e misterioso dei Campi Flegrei; una galleria rettilinea alta 5 mt e lunga circa 130 mt, scavata nel tufo e dalla forma trapezioidale databile nel IV° sec a.C., anche se poi ripreso in età tardo imperiale.

Al momento della scoperta e in considerazione dei racconti di Virgilio, l’antro fu riconosciuto come il luogo in cui la Sibilla rilasciava i suoi oracoli; solo successivamente se ne è idenditificata la struttura difensiva, in quanto la galleria è posta sotto la sella che unisce l’acropoli con la collina meridionale, analogamente ad altre strutture difensive di ambiente magnogreco.

LA CRYPTA ROMANA

La Crypta Romana, costruita in età augustea, aveva la funzione di collegare la città bassa con la zona del porto attraverso una galleria lunga 180 mt. Era quindi un impianto tipicamente militare che, insieme con la Grotta di Cocceio, assicurava il collegamento tra il porto di Cuma e il Porto Julius sui laghi d’Averno e Lucrino.

TEMPIO DI APOLLO

Percorrendo per un tratto la Via Sacra, si arriva alla Terrazza su cui si erge il Tempio di Apollo, un edificio religioso costruito sopra la terrazza poggiata ad una profonda muraglia, forse del VI secolo a.C., quindi di fondazione greca e poi ricostruito in epoca sannitica e romana e infine convertito in chiesa dai cristiani nel V sec. d.C.

TEMPIO DI GIOVE

Proseguendo lungo la Via Sacra, si giunge al Tempio di Giove, il maggiore santuario dell’acropoli, attribuito senza motivazione a Giove ma molto più probabilmente consacrato a Demetra, antica divinità patria dei Cumani.

Eretto probabilmente nel VI sec a.C., ha subìto numerose trasformazioni che passano attraverso l’età romana e bizantina, epoca in cui il tempio fu trasformato in basilica in onore di S. Massimo martire.

TERME DEL FORO

Proseguendo nella visita del Parco, si giunge alle Terme del Foro che furono edificate in pieno centro cittadino; l’edificio fu costruito in un momento di intensa attività edilizia, poco dopo l’apertura della Via Domitiana.

Il complesso presentava almeno due ingressi, a sud e a est, riccamente decorati con colonne in cipollino, lastre marmoree e intonaci dipinti sulle pareti, mosaici e intarsi pavimentali in opus sectile

CAPITOLIUM

Costruito durante il periodo Sannitico (IV-III sec. a.C.) e forse originariamente consacrato al culto di Giove Flazo, in età romana il tempio fu consacrato alla triade capitolina Giove, Giunone e Minerva e completamente ristrutturato dai Romani, con alto podio di tipo italico, sul quale si apre la cella a tre navate, preceduta da un ampio pronao. Gli enormi busti marmorei, tra cui quello di Giove, in esso rinvenuti e risalenti al I-II sec. d.C., sono ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

TEMPIO CON PORTICO

Sulla lato a sud, invece, si trovano resti del Tempio con Portico, del quale si ignora la divinità di culto, forse da identificare con Demetra. Il tempio era posto su un alto podio con gradinata di accesso: ne avanzano il pavimento a lastre di travertino e, nella cella, il basamento per il simulacro del dio. Il tempio era recintato da un portico colonnato a tre lati con nicchie per statue e tre scalinate di accesso sulla fronte.

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