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IL PARCO REGIONALE DEI CAMPI FLEGREI

L’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei è un’area naturale protetta istituita nel 2003 in attuazione della Legge Regionale della Campania n. 33 emanata il 1 settembre 1993. La popolazione interessata dall’area del parco è di circa 140.000 abitanti. Il territorio è situato in un’area vulcanica in continua evoluzione. L’ultima eruzione si è verificata nel 1538 (Monte Nuovo) e l’ultima crisi bradisismica nel 1983.

Il carattere vulcanico dei luoghi ha creato notevoli teatri paesaggistici e naturali, con presenza di acque termali di ottima qualità. Notevole è la presenza di particolari sedimentazioni e rocce del tutto peculiari del luogo (tufo e pozzolana). I terreni vulcanici hanno creato inoltre una campagna fertile la cui produzione più pregiata è rappresentata dal patrimonio di vitigni originari che non hanno subito innesti.

Altra caratteristica che distingue questi luoghi sono i laghi. Alcuni sono di formazione vulcanica (lago d’Averno), mentre altri sono lagunari (lago di Lucrino, lago Miseno, lago Fusaro); hanno caratteristiche di composizione differenti essendo alcuni salmastri (Fusaro) e altri dolci (Averno). Resti di laghi vi sono all’interno dei crateri di Astroni e della Solfatara. Laghi scomparsi sono quello di Agnano e poi il lago di Licola (esistito fino al 1910-1916 a nord dell’acropoli di Cuma).

I Campi Flegrei hanno visto sorgere la più antica città della Magna Grecia, Cumae, (VII,VIII secolo a.C.), che a sua volta ha fondato Napoli. In epoca romana i Campi Flegrei erano un sistema urbano-territoriale di fondamentale importanza, ospitando il porto e la città commerciale di Puteoli, i porti militari di Lucrino e di Capo Miseno, il sistema delle ville imperiali e termali di Baia e la città “greca” di Cuma.